• Luisa Colombo

Essere genitori oggi. Una scelta che richiede coraggio.


Essere adulti implica delle responsabilità, essere genitori, eleva questo dovere all'ennesima potenza.

Il compito di ogni genitore, credo sia quello di educare i propri figli al rispetto di se stessi e degli altri, ad assumere comportamenti corretti, atteggiamenti leali ed educati, sempre e comunque.

Il compito dei genitori, è quello di vegliare sui propri figli, essendo per loro, i principali punti di riferimento e delle guide, che consentono a chi sta imparando a confrontarsi con la vita e a percorrerne le strade, di commettere quegli errori, che trasformano le esperienze vissute, in ottimi insegnamenti, anche sbagliando. Il compito dei genitori, credo sia quello di allearsi con altri genitori, con gli operatori scolastici, con le diverse strutture presenti sui territori, siano essi dì carattere sportivo, ludico o associativo, per tessere una rete di collaborazioni, assistenza e sostegno, che abbiano la finalità di costituire una comunità educante, non giudicante; quella non è una necessità; così come non è un bisogno, la presenza di genitori dediti al pettegolezzo gratuito, che pare provino un insano piacere, nel fomentare inutili polemiche, autoinalzandosi su precari ed instabili pulpiti, da dove predicano puntando il loro velenoso dito inquisitore. Il compito di un buon genitore, di un sano caregiver, credo non sia quello di crescere i propri figli, nutrendoli di pregiudizi, preconcetti e limiti, o crescere baby istigatori di conflitti, sleali e doppiogiochisti, ma di sostenerli nella complessa costruzione di un'identità e una personalità, capace di discernere il bene dal male, il positivo dal negativo, il giusto dallo sbagliato, il legale dall'illegale. Un bravo genitore, che fa parte e si sente parte attiva di una comunitaà educante e non giudicante, pensa al bene dei propri figli, tanto quanto pensa a quello degli altri ragazzi, che ruotano nel suo spazio e sa che educare, non è solo insegnare il rispetto delle regole, ma è soprattutto, educare al rispetto degli esseri umani. Un bravo genitore, contribuisce ad un importante cambiamento, quello che al bisogno, trasforma la comunita' educate, in comunita' riparatrice, mettendo i propri figli, nelle condizioni di essere in grado di comprendere, quando ci si trova in presenza di un conflitto e gli insegna, che invece di continuare a confliggere, si devono valutare gli eventuali danni e arrivare a soluzioni decisamente piu' durature e sane, attraverso il dialogo e il confronto. Un genitore a cui sta a cuore l'esistenza dei ragazzi della sua comunità, intesa nel senso più puro del termine, non si riempie la bocca di veleno, per sputarlo gratuitamente stile fuoco d'artificio, che dopo il botto iniziale, ricade in maniera incontrollata, creando inevitabili bruciature. Un genitore attento e scrupoloso, tende la mano, ed insegna ai propri figli a tenderla anch'essi, insegna loro a chiedere spiegazioni e ad ascoltare, insegna ad essere una presenza sicura su cui contare, un faro nella tempesta ed un ancora di salvezza.

C'è bisogno di guide e punti di riferimento, non di pettegoli inquisitori, che organizzano pseudo tribunali da strapazzo, sui piazzali delle scuole, giocando a fare i magistrati ed emettendo sentenze con subdolo tono da confessionale. Le parole, troppo spesso, causano piu' feriti delle armi, se poi sono sature di cattiveria e astio, uccidono. Vittorino Andreoli, psichiatra di fama mondiale del resto, ci insegna che " E' bellissimo educare, perché significa tirare fuori e non imporre, come spesso si crede!".

Certo...bisogna essere in grado ed avere la volontà di farlo!

(iCdL - Luisa Colombo)

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