• Luisa Colombo

E la chiamano Emancipazione femminile


Siamo donne...

E la chiamano emancipazione femminile, ma mi chiedo se sia davvero così… Abbiamo lottato per avere il diritto di voto, diritti civili, politici e sociali.

Per guidare una macchina e per studiare. Abbiamo faticato duramente perché le donne non erano nemmeno libere di disporre del denaro che guadagnavano o di promuovere azioni legali e abbiamo manifestato per poter fare o dire, ciò che le nostre antenate, le nostre nonne e le nostre madri, nemmeno avrebbero osato pensare. Ma donne eravamo e donne siamo e questa dura lotta alla ricerca della parità, dove ci ha portate? Forse a perdere di vista ciò che davvero siamo, in nome di una parità che non esisterà mai, non fisiologicamente almeno, ma purtroppo nemmeno umanamente, perché mentre lottavamo per dimostrare che una donna, può valere quanto un uomo, abbiamo scordato quanto importanti già eravamo e quanto importanti siamo. Perché nonostante le battaglie, ancora oggi, oltrepassata la meta di questo devastante 2020, ci sono bambine che vengono date in moglie ad esseri, che nascondendosi dietro la cultura o la religione, celano le proprie depravazioni. Perché ancora oggi, in questa moderna società ancora palesemente maschilista, ci sono donne che vengono massacrate in nome di quell'amore, che altro non è che una patologia da curare e l'affermazione di una supremazia che si vuole imporre a chi si ritiene inferiore. Perché dietro al successo di una donna, alla sua carriera, alla sua fama, c’è sempre chi virgoletta ironicamente un “chissà come avrà fatto…”, e chi alle spalle di una donna con un mini abito e un rossetto rosso, apostrofa più o meno silenziosamente un “zoccol…” E questa la chiamiamo emancipazione? Chiamiamo emancipazione l’autorizzazione a un gruppo di bricconi brilli, di stuprare una donna solo perché la gonna è un po’ corta o di diffamarla perché non c’è stata? Forse abbiamo perso di vista chi e cosa siamo veramente, accettando troppi compromessi per ottenere qualcosa che ci è sempre spettato di diritto, non come donne ma come essere umani con pari dignità e valore degli uomini.

Forse abbiamo perso di vista chi siamo veramente, ovvero quelle che donano la vita, che amano con tutto il cuore e tutta l’anima, che fanno il quadruplo della fatica per dimostrare quanto valgono e che a parità di mansione, percepiscono uno stipendio inferiore a quello del sesso opposto. Ma noi sì, siamo donne, quelle che dopo ore e ore di travaglio, escono da sole, sulle proprie gambe dalla sala parto, quelle che sono costrette a depilarsi le gambe per piacere, quelle che si deprimono per i chili di troppo, quelle che piangono per colpa del ciclo; si, le stesse che amano incondizionatamente, le stesse che ieri, oggi e domani, forse avranno meno valore sociale, ma che sempre saranno il motore del mondo, perché il nostro muscolo principale è il cuore. (iCdL❌- Luisa Colombo)

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