• Luisa Colombo

Bentornata Silvia Romano


Non sono un leone da tastiera e firmo col mio nome e cognome e spesso con la mia faccia, nel senso fotografico del termine, i contenuti di ciò che scrivo e lo farò anche questa volta, attenendomi a quelle tante notizie, vere o fake, che ad oggi ci sono state comunicate.

Questa sera però, ad accompagnare le mie parole ci sarà la foto di questa ragazza, Silvia Romano finalmente tornata a casa dai suoi genitori.

Non scrivo per fare polemica ma solo per esprimere il mio punto di vista e so che molti mi contesteranno o addirittura mi elimineranno dai loro contatti, ma in un'Italia stremata dal Covid, che ci illudiamo essere ancora democratica, io non riesco ad esimermi dall'esprimere il mio parere.

Non credo che questa ragazza sia un eroe e trovo sbagliato che ci si impegni tanto per farcelo credere.

Ritengo semplicemente che sia una persona come ce ne sono tante, che ha fatto delle scelte, presumo consapevolmente riguardo i rischi e i pericoli annessi, scegliendo di dedicare il suo tempo a coloro che vivono una realtà totalmente diversa dalla nostra, sicuramente più sfortunata e bisognosa di aiuti, ma di sicuro una realtà difficile da cambiare e da migliorare, se questa volontà non nasce prima da coloro che la vivono.

Non contesto la sua decisione di svolgere volontariato in un territorio devastato dalla guerra, ma nemmeno posso dire di ammirarla e non perché io sia razzista o consideri alcune etnie più importanti di altre, ma semplicemente perché ritengo che quando si compiono determinate scelte, ci si debba assumere le responsabilitá che esse comportano, compresa quella di non gravare sulla collettivita'... soprattutto in un momento tragico come questo.

Posso forse provare ad immaginare che fare volontariato in Africa sia molto più affascinante del fare il volontario in Croce Rossa, o in carcere o in ospedale e mi limito a citare solo tre ambiti di cui ho conoscenza diretta, ma in ogni ogni caso si tratta pur sempre di scelte e non pensiate che fare il soccorritore in Croce Rossa sia meno pericoloso; dovreste provare cosa significa soccorrere in situazioni precarie, senza capire bene da quale parte iniziare a mettere le mani per salvare 1, 2, 3, 4...tante vite e farlo senza preoccuparsi minimamente del colore della pelle delle vittime.

La notizia della liberazione di Silvia mi ha resa felice, perché una vita umana ha sempre un valore immenso e mi rende ancor più felice la gioia dei suoi genitori, nel poterla finalmente riabbracciare, ma io non riesco a non chiedermi quante famiglie, oggi, in questo tempo infettato dal Corona Virus, si sarebbero potute sostenere con tutti quei soldi pubblici, utilizzati per pagare il riscatto di una persona, che ha deciso spontaneamente come impiegare il proprio tempo e che è stata riaccolta nella sua Milano da un branco ingestibile di scalmanati, ma soprattutto incuranti delle distanze di sicurezza; da un ammasso di gente, che se ne è altamente fottuta di rispettare quelle regole che oggi, ci permettono di limitare i contagi e di tornare ad una vita pseudo normale.

Silvia ora Aisha, ha fatto la scelta di convertirsi all'Islam, forse per sopravvivenza o forse perché i principi incontrati nel Corano, in quel momento, le sono sembrati un ancora di salvezza o forse le appartenevano più di quelli contenuti nella Bibbia, ma io non riesco a sentirmi una stronza, perché non condivido appieno queste sue scelte, come nemmeno condivido lo show dei nostri governanti, nell'organizzare il comitato di accoglienza, accompagnato dal plauso dei mass media.

Sono felice per lei e per la sua liberazione e le auguro vivamente di superare nel migliore dei modi, i traumi che sicuramente avranno accompagnato questi lunghi mesi di prigionia, di cui a noi credo resteranno sempre sconosciuti i dettagli, così come le auguro di mettere al mondo suo figlio (sempre che sia davvero in attesa, come si è detto), circondata dall'affetto dei suoi cari e con la speranza che questa creatura (nel caso esista), sia davvero frutto dell'amore e non della violenza, ma la pregherei anche, qualora decidesse di tornare nei luoghi del suo battesimo islamico, di non dimenticare i rischi corsi da chi l'ha riportata a casa sana e salva e di mostrare rispetto verso tutti i cittadini italiani che oltre ad aver gioito per la sua liberazione, hanno contribuito a pagare il suo riscatto.

Detto ciò...

BENTORNATA SILVIA-AISHA

(iCdLx

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